0

Il PageRank di Google è importante?

Il Google Page Rank (PR) è un numero da 0 a 10 che Google assegna ad ogni pagina web su internet. Esso rappresenta un un’unita di misura che ci dice quanto sia “potente” una pagina web in base al numero e alla qualità dei collegamenti che indirizzano alla pagina. Per trovare il PR di un sito, è necessario fare riferimento alla barra degli strumenti del browser di Google installando l’apposito plugin. Negli anni passati, il PageRank era una vera e propria ossessione per la maggior parte dei SEO in tutto il mondo. Ma oggi non lo è più di tanto!

google pagerankIniziamo col dire che la qualità dei risultati di Google era (inizialmente) dovuta principalmente all’utilizzo del PageRank, cioè un metodo per assegnare alle pagine web un punteggio di qualità indipendente dal contenuto e dalle ricerche fatte, che fu progettato dai due fondatori di Google: Sergey Brin e Lawrence Page. Quando il PageRank fu concepito, i motori di ricerca utilizzavano già la link-popularity come parametro di correzione dell’ordinamento nei loro algoritmi e anche i webmaster avevano iniziato a capire come aumentarla artificialmente, creando centinaia o anche migliaia pagine web che contenessero link ai siti da “promuovere”. Nello specifico, il concetto che sta alla base del PageRank originale è quello che “ad ogni sito presente nel database di Google viene assegnato un punteggio (PageRank, appunto) basato sul numero di link che riceve da altre parti, ma non tutti i link che il sito riceve hanno la stessa forza, infatti quelli ricevuti da siti importanti, cioè da siti che a loro volta ricevano molti link, contano molto di più“. In poche parole, il PageRank di un sito dipende dal PageRank dei siti che lo linkano, ma anche il PageRank di questi ultimi dipende da quello dei siti che linkano loro e così via. Quindi, è abbastanza chiaro che il calcolo del PR è un calcolo ricorsivo, che deve essere ripetuto un certo numero di volte per avere un risultato che possa essere considerato stabile. Alla fine, ogni sito indicizzato da Google avrà il suo valore di PageRank che servirà come fattore correttivo nella fase di ordinamento dei risultati delle ricerche degli utenti, per cui a parità di altri fattori il sito con PR più alto avrà un posizionamento migliore.

In realtà, Google ha “trasferito” le sue attenzioni a TrustRank, che è una versione più recente di PR. Tuttavia, il problema è che TrustRank non è disponibile pubblicamente! Il TrustRank è un algoritmo brevettato da Google, in parte basato sulla valutazione dei siti effettuata da esseri umani e progettato per risolvere il grande problema presente negli indici dei motori di ricerca: lo spam! Infatti, uno dei problemi più complessi e fastidiosi che i motori di ricerca si sono trovati a combattere negli ultimi anni è la crescita smisurata del fenomeno denominato spam. Lo spam, in questo contesto, può essere definito come la pubblicazione di pagine web create con il solo scopo di ingannare gli algoritmi dei motori di ricerca. Uno dei primi metodi utilizzati per creare spam è stato quello di inserire nelle pagine web del testo nascosto agli esseri umani ma visibile ai motori di ricerca (per esempio impostando il testo con lo stesso colore dello sfondo della pagina oppure usando alcune proprietà dei fogli di stile), così da ottenere buoni posizionamenti relativamente ad argomenti che effettivamente non avevano niente a che fare con il contenuto visibile delle pagine! Un altro metodo molto popolare per fare spam è quello di creare decine o anche centinaia di pagine sostanzialmente inutili per gli utenti, ma tutte contenenti uno o più link verso una determinata pagina, la quale vedrà di conseguenza migliorato il suo posizionamento nei motori di ricerca a causa dell’aumento di fattori come la link-popularity o il PageRank. Dal momento che scovare lo spam potrebbe risultare molto difficile per un computer, il TrustRank utilizza in parte l’intervento umano per insegnare all’algoritmo a riconoscerlo!

In pratica, TrustRank funziona così:

  • l’algoritmo seleziona un insieme di pagine relativamente piccole (chiamate seed pages, pagine seme) secondo determinati criteri, le quali non si sa ancora se effettuino spam o meno;
  • un essere umano esamina singolarmente tutte le pagine dell’insieme e le divide in “buone” (cioè tutte quelle pagine che non effettuano spam) e “cattive” (cioè le pagine che effettuano spam);
  • l’algoritmo elabora l’indice del motore di ricerca ed assegna a ciascuna pagina che vi è contenuta un punteggio di “trust” (in italiano, fiducia) basato sul grado di vicinanza alle pagine seme “buone” nel grafo del web;

Da ciò si evince che il PageRank di Google è diventato ormai inutile per valutare un sito web! Ecco i primi 5 motivi per cui il Google PR è diventato irrilevante oggi:

  1. Google stesso ha confermato che il PR non è importante! Non vi sembra una ragione sufficiente?! Per ulteriori informazioni, è possibile fare riferimento al sito web di Google Webmaster Central.
  2. Non è possibile tenere traccia del PageRank: Il PR che viene visualizzato sulla barra degli strumenti è “vecchio” di 6-9 mesi e non può essere considerato come un dato preciso.
  3. Il PR non è lo stesso in tutto il sito! Dal momento che ogni singola pagina avrà un PageRank proprio, esso sarà di conseguenza diverso per ogni pagina del sito web in questione. Sarà infatti possibile che la homepage abbia un PR 6 e un’altra pagina un PR 4!
  4. Il PageRank non è legato al SEO o alle ricerche organiche: è abbastanza evidente che il PR di Google non è legato al SEO o ai risultati organici dei motori di ricerca. Infatti, ci sono una serie di siti web che hanno un PR pari a 0, ma che sono molto ben posizionati sui motori di ricerca!
  5. Il PR e i social media: vi siete mai chiesti come i vostri tweet si classificano sul Google PR? Tutte i tipi di dialoghi effettuati sui diversi social media stanno ormai dominando i risultati della ricerche, anche se il loro PR è pari a 0. Lo stesso discorso vale per i comunicati stampa e contenuti relativi alle imprese.
Condividi suShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on Reddit0

Michele D'Ippolito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*