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7 Errori di Branding di Società Famose

Nel mondo del graphic design, come nella vita, nessuno è perfetto. Anche il creative director più bravo può sbagliare qualche volta. L’importante è riconoscere i propri errori e non aver mai paura di abbracciare il lato umano che c’è in ognuno di noi cercando di vedere qualcosa di positivo anche in un errore. Ricordate che i consumatori non sono necessariamente alla ricerca della perfezione, ma di onestà e decenza. Quando i marchi non rompono questa fiducia cercando di ingannare o danneggiare i clienti (vedi Volkswagen), la maggior parte di noi è disposta anche a riderci su, perdonare e dimenticare. A questo proposito, vediamo ora alcuni degli esempi più imbarazzanti di branding da parte di società famose.

Guinness

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Per alcuni, il marchio Guinness e il giorno di San Patrizio sono praticamente sinonimi, avendo entrambi come simbolo il trifoglio. Ma nel 2016 alla Guinness hanno creato un cartellone promozionale con al suo interno un trifoglio……..con uno troppe foglie!! Sui social media molti ci hanno riso su informando l’azienda del suo errore, che in poco tempo si è diffuso sui media di tutto il mondo causando grande imbarazzo alla società irlandese.

Sainsbury’s

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Sainsbury è la terza catena di supermercati nel Regno Unito. Nel 2014 l’azienda si è trovata in forte imbarazzo a causa di un manifesto che, in origine, doveva essere esposto solo all’interno della società. Accidentalmente, però, fu esposto sulla vetrina di uno dei suoi supermercati di Londra. Il manifesto dice: “Incoraggiamo ogni cliente a spendere 50 pounds in più ad ogni giro di shopping tra oggi e la fine dell’anno” e fu interpretato come un “incentivo” dell’azienda per far aumentare i propri profitti!

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Sainsbury ammise con un certo imbarazzo il proprio errore e vi pose rimedio con un altro manifesto dove pubblicizzava il concetto di far risparmiare i propri clienti.

American Red Cross

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Confondere l’account aziendale Twitter con il proprio personale rappresenta uno dei più grandi “timori” di chi lavora quotidianamente con i social media. Un esempio è il famoso tweet della Croce Rossa Americana con il tag #gettingslizzered, che rimase online per circa un’ora, prima di essere cancellato! Purtroppo per loro, il tweet che recitava “Ryan ha trovato altre 4 bottiglie di birra. Quando beviamo, lo facciamo meglio” non sfuggì all’attenzione di vari blog e siti.

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Tuttavia, molto più interessante del tweet stesso fu la risposta della Croce Rossa. “Abbiamo cancellato il tweet canaglia, ma state sicuri che la Croce Rossa è sobria…..“. Nonostante ciò, il pubblico ha preso così bene il tweet che in poco tempo l’organizzazione ha visto aumentare le sue donazioni!

Schweppes

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Gli errori possono essere anche di tipo “linguistico”. Quando la società svizzera Schweppes lanciò una campagna promozionale in Italia per la sua acqua tonica, optò per lo slogan molto italiano “il water”. Purtroppo, in Italia la parola “water” è associata al bagno! La società corse subito ai ripari cambiando la dicitura sulle bottiglie con “Schweppes Tonica”.

Labour’s Pink Bus

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Quando l’organizzazione Labour lanciò la sua campagna a favore delle donne, lo scopo era quello di stimolare nel pubblico il concetto di parità dei sessi. Ma la scelta del colore simbolo della campagna non fu fra i più felici. Il rosa, infatti, viene subito associato al genere femminile ma proprio per questo non rappresenta per molti un simbolo di emancipazione e di uguaglianza!

Tropicana

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Spesso un’immagine vale più di mille parole. Tropicana, famosa azienda produttrice di bevande, è solita pubblicizzare che i suoi prodotti vengono realizzati con un percentuale del 100% di succo di frutta, puro e naturale. Il vecchio packaging era decisamente geniale nel spiegare questo concetto, con una cannuccia infilata in un’arancia! Ma un recente restyling aveva stravolto il design precedente in favore di un packaging più essenziale ma senza identità! Questa scelta azzardata costò all’azienda un crollo del 20% nelle vendite, con una perdita stimata di oltre 100 milioni di dollari! Dopo poco, il marchio originale fu immediatamente ripristinato.

Electrolux

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Nothing sucks like an Electrolux” recitava uno slogan del famoso produttore di elettrodomestici svedesi Electrolux per pubblicizzare i propri aspirapolvere. Forse in Svezia non conoscevano il doppio senso della parola “sucks” (succhia). Senza contare che nei paesi anglosassoni la parola “sucks” viene attribuita anche a qualcosa che…..fa schifo!

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Michele D'Ippolito

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