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Realizzare una brochure professionale: 6 consigli

Progettare una brochure è un lavoro impegnativo, ma anche divertente ed appagante. Ma cosa si intende per brochure? Con il termine brochure si intende generalmente un impaginato composto da un numero variabile di “quartini” (cioè fogli con quattro facciate), rilegato a brossura, punto metallico o altro, dedicato ad un prodotto, una collezione di prodotti, un brand ecc. Più comunemente, con il termine brochure vengono indicati anche altri prodotti stampati, come pieghevoli o depliant. Ma, anche se può sembrare un lavoro più semplice di altri, in realtà occorreranno molte idee di fondo e una buona capacità organizzativa. Eccovi così alcuni utili consigli su come creare una brochure professionale:

1. Decidere l’idea comunicativa

La prima cosa a cui pensare è l’idea di base. Nello specifico significherà in che ottica presentare la collezione di prodotti ( o il singolo prodotto, il brand…), quali valori trasmettere ecc. Una comunicazione persuasiva dovrà convincere le persone che è il prodotto presentato è migliore rispetto agli altri e che acquistandolo saranno di conseguenza diversi dagli altri! È’ per questo che acquistiamo una Mercedes, per sentirci più “upper class”, oppure un orologio Breil per dimostrare il nostro stile di vita, aggressivo ma seducente! Una brochure generalmente è inserita in un piano di comunicazione più ampio, in cui i valori base sono dettati dal piano marketing del committente. Sarà quindi importante che il vostro cliente vi riferisca in modo approfondito le scelte fatte dalla Direzione, per non sbagliare l’orientamento. Da questa idea si svilupperà in seguito tutto il progetto: se avrete fissato in modo chiaro tale concetto, il resto verrà da se. In questa fase, inoltre, sarà fondamentale documentarsi per bene, prendendo visione degli stampati delle aziende concorrenti. Questi testi potranno darvi degli spunti utili dai quali partire.

2. Mettete le vostre idee su carta

Per realizzare un buon design sarà importante partire dalla carta. Quindi prendete un foglio bianco e cominciate a tracciare la struttura generale della brochure, evidenziandone la forma, il numero delle pagine, la disposizione sommaria dei testi e delle immagini. Poi identificate i colori di fondo che pensate di utilizzare, scrivendone il codice Pantone accanto alle pagine. Indicate il tipo di font, la disposizione del testo, il suo allineamento, ecc… tracciando in modo semplice la silhouette di una pagina, evidenziando gli elementi che pensate siano di troppo. Proseguendo in questo modo otterrete il progetto completo sotto forma di bozza, dalla quale partire per il successivo sviluppo al computer. Nel caso in cui il committente vi fornirà delle immagini e/o contenuti, prendetene immediata visione. In questo modo il progetto si svilupperà immediatamente e in modo coerente con il materiale a disposizione, evitandovi il fastidio di stravolgimenti in corso d’opera.

3. Scegliete il formato

Il formato sul quale sviluppare la brochure dipenderà dalla vostra creatività, dal numero di contenuti ed immagini richiesti, ed eventualmente dalle preferenze del cliente. Molte volte, infatti, egli vi “imporrà” una certa dimensione, in quanto riterrà che sia la soluzione migliore. Comunemente, le brochure sono rettangolari o quadrate, di dimensioni che vanno dall’A4 in giù, mentre raramente superano tali formati. La rilegatura dipenderà dal numero delle pagine e dal budget a disposizione: brossura, punto metallico, anelli, cordame, ecc… L’importante è che sia coerente con il progetto. Anche la carta ha la sua importanza. Le tipografie dispongono di utilissimi campionari di supporti da stampa, dai quali individuare il più adatto al vostro progetto. Grammatura, colore, sensazione al tatto ed eventualmente aroma dovranno essere ponderati con attenzione. Il supporto comunica tanto quanto il contenuto: pensate ad esempio alle sensazioni che evoca la carta di riso rispetto ad un cartoncino ondulato. Una buona cosa è quella di “tastare” con mano il supporto scelto e controllarne attentamente la resa cromatica, per evitare che i colori da voi scelti appaiano spenti o virati.

4. Più contenuti e meno grafica

Ora, se la vostra strategia sarà quella di avere più contenuti sulla brochure per spiegare al mercato di destinazione in dettaglio chi siete e cosa offrite, allora potrete iniziare dai contenuti. Annotate tutti i fatti importanti che desiderate condividere con il vostro target di riferimento, al fine di costruire la vostra credibilità. Una volta finito con i contenuti, potrete chiedere al graphic designer di iniziare la creazione vera e propria della brochure. Il designer vedrà così i contenuti e progetterà una brochure professionale. Ma la regola chiave è questa: usare molti contenuti e meno grafica, affinchè il cliente possa capire cosa fate effettivamente e cosa sarete in grado di offrirgli.

5. Creare un indice è necessario?

La risposta a questa domanda dipende da alcuni fattori. Se la brochure sarà composta da varie sezioni o vari prodotti, allora sarà utile porre un indice nella prima pagina. Questo permetterà di presentare sinteticamente il contenuto, evidenziando i nomi dei prodotti o delle collezioni. L’impaginato apparirà così più esplicativo. Se invece ogni pagina della brochure sarà legata all’altra da una specie di racconto o semplicemente se il contenuto si sviluppa in un continum senza interruzioni salienti, si potrà decidere di non inserire un indice. All’inizio della brochure potremo utilizzare un’introduzione o semplicemente con una foto particolarmente bella del prodotto. L’indice posto alla fine risulterà spesso utile nel caso in cui la brochure presenti molti prodotti o collezioni: in questo caso sarebbe più opportuno parlare di catalogo, cioè una sorta di riepilogo nell’ultima pagina che permetterà al destinatario di trovare più in fretta le sezioni desiderate. Ovviamente non dimenticate di numerare le pagine!

6. Scelta dei colori

La scelta dei colori è un fattore molto importante nella fase di progettazione: hanno un forte potere connotativo. Dicono molto più di ciò che si creda. Il colore rosso, ad esempio, è indice di fascino e sinonimo di importanza. Ma sarà bene ricordare le sue implicazioni politiche, il richiamo all’idea del sangue e della morte, per non parlare delle convenzioni sociali (in India il rosso è il colore del lutto). Inoltre, valutare tutte le implicazioni simboliche e ancor più se lo stampato sarà destinato ad un contesto internazionale. Decidere un colore significa indirizzare una lettura influenzandone i contenuti. La scelta dovrà essere coerente con l’idea di fondo: fate attenzione a non creare una “dissonanza cognitiva” (il contrasto che si avverte quando contenuti verbali e contenuti visivi non comunicano gli stessi concetti). Un esempio concreto: se desideriamo creare un effetto soft per comunicare una linea di gioielli, caratterizzata da charme e sobrietà, i colori brillanti e chiassosi potrebbero apparire discordanti con i valori che il cliente vorrà trasmettere.

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Michele D'Ippolito

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